giovedì 12 agosto 2010

La metà della mela



Mi perdo negli occhi dei ragazzi. Sogno ad occhi aperti di provare le loro stesse forti emozioni. Per loro è tutto più amplificato. Per noi adesso è come l'orizzonte in lontanza...una liena piatta.

Ho bisogno di avere un uomo forte accanto, sicuro di se.

Un uomo capace di farmi arrivare alle stelle, solo con uno sguardo. Esistono questi uomini oppure sono descritti solo nei libri di fantascienza? Deve avere le mani grandi e saperle muovere come un giocoliere del circo. Deve essere gentile e ben educato, un "piccolo" lord ai giorni nostri.

Deve essere alto e tracimare di passione. Deve essere innamorato della vita e saper godere delle cose semplici: un fiore che sta sbocciando, una luna piena, il sorriso di un bambino...

Voglio essere tenuta per mano e portata in un altro mondo, voglio scoprire sentimenti che non ricordo più di provare. Esiste la metà della mia mela?

martedì 10 agosto 2010

L'amante



L'amante è colui che ama.

L'amante è colui  che è legato all'amore, spesso illecito, a un'altra persona.

Sono un amante.

giovedì 5 agosto 2010

Labbra rosse



Andai a prenderlo in macchina in centro.

Quella sera la città era paralizzata da una forte nevicata. Tutto era ovattato, lo erano anche i miei pensieri.

Gli mandai un sms dicendo che non ero sicura di riuscire a partire con la macchina. Lui mi rispose che se volevo vederlo dovevo farlo e punto. Lui voleva vedermi.

Guidavo attenta e mentre mi avvicinavo al luogo dell'appuntamento sentivo la tensione sulle spalle. "Ma cosa cavolo sto facendo?" - "Sto andando a rischiare per cosa, una scopata?". Eh sì perchè quello era sicuro, lo si poteva percepire nell'aria, quella sera sarei arrivata fino in fondo. Così tesa ed agitata per la situazione arrivai da lui con lo stomaco chiuso.

A. era tutto sorridente. Entrò in macchina infreddolito e mi prese subito le mani tra le sue. Quel gesto mi fece sciogliere. Pur essendo un ragazzo molto giovane, le sue mani sono grandi come quelle di uomo.

Imboccai la prima strada, ma dove potevamo andare? Non volevo portarlo subito nel classico posto appartato dove finiscono i ragazzini ad amoreggiare. Avevo bisogno di una scusa però per andare in un luogo carino, ma non troppo frequentato. Mi ricordai di un bel paesino non molto lontano dalla città, dove si poteva godere di un bellissimo panorama. Andammo lì.

In strada c'ervamo solo noi e qualche altro pazzo. La radio suonava ma non riuscivo ad ascoltare una canzone, non riuscivo a seguire la musica. Poi si sporse dal suo sedile e mi venne vicino. Mi baciò. Una bocca calda, accogliente, morbida. Non ci potevo credere, "l'idolo" di un sacco di ragazzine stava baciando me: moglie e madre ancora in sovrappeso dall'ultima gravidanza.

I vetri si cominciarono ad appannare, l'aria era diventata più calda e lui aveva le mani sotto la mia maglietta. Cercava di insinuarsi dappertutto, non mi lasciava tregua, avrebbe fatto l'amore lì, ai bordi della strada, sotto alcune case. No non si poteva. Presi in mano la situazione e guidai in un posto appartato. Ora eravamo liberi di fare ciò che volevamo, senza freni, senza remora e senza rimpianti da parte mia.

Ci baciammo per un tempo indefinito. Avevo le labbra rosse, calde, stanche. Mi spogliò completamente e in un attimo fui nuda. Non volevo questo, volevo godermi il momento assaporandolo attimo dopo attimo. Quella sera prima di uscire di casa, mi ricordo che impiegai almeno 5 minuti nella scelta degli slip. Lui in un secondo me li strappò dal corpo senza neanche degnarmi di uno sguardo. In questo sentii tutta la sua gioivinezza gravarmi sulle spalle. Ma cosa stavo facendo?

Andò anche peggio quando A. sbaglio a mettere la protezione. La bellezza del momento svanì in un lampo, io volevo un uomo, lui era solo un ragazzo travestito da uomo. Facemmo l'amore se così si può dire. Lui aveva fretta di godere, fu un incontro a tratti violento, ma non mi fece male. Ci girammo uno sopra l'altra un paio di volte poi lui arrivò all'apice del piacere...io no. Solo il ricordo di una lunga scopata, mi fece stare bene.

Ancora adesso che non ci vediamo più, il pensiero di quella sera mi fa sorridere. Cosa credevo di trovare l'uomo dei miei sogni?

Erano quasi le 5 di mattina e lo riaccompagnai a casa. Aveva smesso di nevicare e le strade erano ghiacciate. Per poco non finimmo già da un burrone. Che incosciente che sono stata quella sera. Ma in quel momenti ero lì e non potevo cambiare le cose, non potevo tornare indietro nel tempo.

Lui quasi si addormentò in macchina. Mi sembrava un pulcino accanto a me, mi sembrava di essere sua madre. Decisi che quella sera sarebbe stata l'ultima. Le sensazioni che bollirono in me erano diverse a tratti opposte. Un momento prima ero felice, un attimo dopo triste.

Porterò questa esperienza nella tomba con me. Nessuno dovrà sapere, non avrebbe senso. Sarebbe solo puro egoismo andare a raccontare tutto a mio marito. Non voglio ferirlo più di quanto non abbia già fatto, lui non se lo merita, lui non mi merita.