mercoledì 28 luglio 2010

Dolci equivoci



Sogno ad occhi aperti il prossimo incontro con lui.

Sogno un appuntamento romantico, pieno di dolci equivoci e passione.

Voglio accanto un uomo forte che mi dia forti emozioni.

Ho bisogno di sentirmi ancora viva.

Continua a mandarmi sms. Non è ripetitivo. Non è estenuante ma sempre garbato.

E' sveglio il ragazzo, gli piace giocare con il fuoco.

Dobbiamo rivederci, un bacio non mi basta più.

lunedì 26 luglio 2010

Chiodo fisso



Come mi mancano i suoi baci.

domenica 25 luglio 2010

Shopping



Decisa di volerlo rincontrare subito, mi feci venire in mente una scusa plausibile per riuscire a "sgattaiolare" nuovamente fuori casa. La Domenica finora è stata sacra e si è sempre passata in famiglia...finora.

La scusa più sciocca e semplice a volte può essere la più forte e la meno banale di una scusa costruita a tavolino. In questo caso, i saldi erano stati un'ottima occasione per poter uscire di casa anche quel pomeriggio e fare un pò di shopping. La cosa era sembrata normalissima.

Mi misi d'accordo con A. appuntamento in centro all'ora x!

Com'ero felice di rivederlo così presto e com'ero felice di sapere che anche lui aveva voglia di rivedermi.

~ ~ ~

Non ricordo di preciso cosa facemmo quel pomeriggio, sono passati parecchi mesi da allora. Andammo in giro per negozi quello sì. Bevemmo una cioccolata fumante in tazza e gli feci assaggiare la panna montata più buona di tutta la città. Lui era così gentile, fresco. Mi teneva i sacchetti da vero gentiluomo e mi lasciava il passo ogni porta che attraversavamo.

Mi fece anche un regalo. Un regalo di Natale.

Eravamo in un negozio di abbigliamento, stavamo guardando qualche maglietta e lui ad un tratto mi disse: "Te la regalo io questa".

Mi stupì. Sinceramente detta fra noi, non era certo un gioiello splendente che mi regalava, ma il modo in cui lo fece sembrare così spontaneo e improvvisato mi piacque molto.

"Non ho mai fatto un regalo di Natale a nessuno, neanche a mia madre"

Mi fece notare con ingenuità. Io apprezzai.



Pensai: "Forse con questa T-shirt potrò sentirmi di nuovo una ragazzina...come lui!"

Poi arrivò sera in fretta e ci dovemmo salutare.

Mi accompagnò al parcheggio. Aprii la macchina per posare i tanti acquisti e lui si avvicinò.

Non ricordo di preciso le parole esatte che mi disse.

Non più di un palmo divideva i nostri sguardi.

"Questa sera però ci vuole un vero bacio"

Mi prese il viso tra le mani ed io mi sentii sciogliere. Il cuore mi saltava nel petto, tra la paura di essere scoperta e le sensazioni che provavo in quell'istante. La sua lingua morbida mi accarezzava le labbra.

Un bacio caldo, appassionato anche se fugace.

Che bello baciare e provare di nuovo quelle emozioni, l'attesa, lo stomaco in subbuglio, il calore delle mani che stringono il collo, le spalle.

Allora pensai: "Adesso sì che mi sono cacciata veramente in un guaio".

sabato 24 luglio 2010

Un piacevole danno



Il guaio è una situazione difficile, un danno.

La coscienza è la consapevolezza di se stesso, delle proprie azioni, dei propri scopi.

La mia coscienza mi diceva di aver fatto un guaio.

La mia incoscienza mi diceva di rivedere lui.

Mi mancava il fiato.

Avevo bisogno di rivederlo.

Subito.