domenica 3 aprile 2011

Regole



Se dovessi descrivermi che parole sceglierei? Me lo sono chiesta più volte. Sarei capace di essere bianco e nero nello stesso tempo, non è facile per me in questo periodo. Ma se mi dovessero descrivere gli altri, so già che parole userebbero: solare, energica, frizzante, disponibile, buffa, bella, dolce, intelligente, acuta, furba, brava. Chi non vorrebbe essere così? Ci metterei la firma. Il casino è che io conosco la verità. Io so che sono anche stronza, sclerotica, egoista. Tre parole, tre sole parole riescono a spazzare via un fiume di belle parole. Soprattutto l'ultima parola, E-G-O-I-S-T-A, mi lascia senza fiato. Se penso a quanto sono egoista, potrei mangiarmi una merda. Godo di buona salute, i miei figli sono sani, belli e intelligenti. Hanno un papà fantastico, insieme formiamo la famiglia del mulino bianco, allora cosa c'è che non va in me? Perché voglio sempre di più? Forse non sono capace di accontentarmi? Oppure mi stufo presto del solito piatto d mangiare? Sono io che non riesco stare alle regole del mondo, oppure sono le regole del mondo che non sono fatte per me?

venerdì 1 aprile 2011

Credevo...



Sento la primavera scendere nel mio petto, nella mia pancia. Sento l'aria frizzante sotto la pelle. Il mio corpo vibra elettrizzato da questa nuova vita. Ho rivisto A. un paio di volte. I nostro occhi, hanno avuto un attimo di tempo per salutarsi, riempirsi di bellezza (perché lui è bello, c'è poco da dire) e fare il pieno di ricordi. Un saluto di sfuggita e via, lungo una nuova strada, direzione  nuove avventure. Oh come vorrei vivere un'avventura,  una di quelle con la A maiuscola. Che ti faccia provare un'ansia talmente forte da farti venire la nausea, da sconvolgerti i sensi, da farti venire il capogiro. Credevo di essermi calmata, di stare meglio ed invece sono sempre la solita stupida.

martedì 28 dicembre 2010

Sensi di colpa?



Dovrei forse avere dei sensi di colpa? Dovrei vergognarmi di quello che ho fatto? Dovrei vergognarmi dei pensieri che ho avuto in testa? Camminare per le strade a testa china e non riuscire a guardare più negli occhi mio marito? No. Sono egoista, forse presuntuosa, ma non ho fatto niente di male. Occhio non vede, cuore non duole. 

Ci ho pensato e ripensato. Alla fine ho cancellato il profilo fasullo che avevo su facebook. Dopo il grande scivolone, ho raso al suolo ogni foto, cancellato ogni messaggio, "ucciso" tutti gli amici. Amici, mi viene da ridere. Perché poi chiamarli così? 

A proposito di scivoloni. Non vi ho mai raccontato la facciata che ho avuto incontrando "l'uomo dei miei sogni" conosciuto su fb. Un giorno, navigando tra facce sconosciute e sorrisi a 32 denti, vedo lui. Si chiama Andrea, ha 33 anni ed è di Milano. Nella foto del profilo indossa una camicia nera tenuta aperta sul petto. Non troppo aperta però da sembrare un tamarro, ma quanto basta da essere Uomo. L'uomo, ha un bel fisico ed un sorriso invitante. Gli chiedo l'amicizia e dopo poco cominciamo a messaggiarci. Prima qualche messaggio di presentazione, poi messaggi ironici, maliziosi e ricchi di doppi senso. Senza cadere nel volgare, passiamo alla chat. Non avevo mai chattato prima ad ora, non sapevo neanche come si facesse. 

Andrea è simpatico, simpatico e bello da impazzire. Non quella bellezza convenzionale però. Andrea è maschio. Dopo un breve periodo decidiamo che è venuto il momento d'incontrarci. Per lavoro, deve passare dalla mia città, ma non è solo. Chissenefrega, penso io. Decido di portarmi un'amica. L'unica che sa. La mattina dell'appuntamento sono agitatissima, ho le farfalle nello stomaco, mi sento una quindicenne alla prima cotta. Quando lo vedo ho un sobbalzo. Mi cadono gli occhiali, le chiavi che avevo in mano. Se avessi immaginato una scenetta del nostro incontro, non l'avrei di certo immaginata in quel modo. Goffa lo saluto e ci diamo due baci sulla guancia. Siamo imbarazzati tutte e due, ma forse lo sono solo io. Lui è sicuro e c'incamminiamo verso il suo amico. Altre presentazioni e poi la giornata passa molto lentamente...troppo lentamente. Ci saremmo scambiati sì e no 4 parole. Lui ed il suo amico facevano comunella e non c'è stato modo di infilarsi nei loro discorsi. Ho tanto sperato che la mia amica si sbagliasse quando d'un tratto sbotta: "Questo non ti richiama più"! Invece aveva ragione. Verso sera, mi scrive un lungo messaggio. Lungo da sembrare carino e celare le parole nascoste che a grandi linee sono state queste:  "Mi spiace ma...!"

Non ricordo le parole precise del messaggio, il mio subconscio ha cercato subito di rimuoverle. Il senso era quello comunque. Ora sto cercando di ripartire da zero. Sono (abbastanza) felice ed il Natale tutto sommato è stato un bel Natale. Anno nuovo, vita nuova. Ripartiamo tutti con i buoni propositi no?

lunedì 18 ottobre 2010

Senza senso



Non trovo senso nella mia vita. E' una parola grossa lo so, ma ne sono conscia. Oggi ho fatto la brava mammina, la brava mogliettina e tutta la famiglia si è andata a fare un giro in centro. Ammetto che sono stata spensierata, quasi felice. Non ho pensato alla facciata che ho da poco preso incontrando "l'uomo dei miei sogni" conosciuto su facebook...ma questa è un'altra storia che oggi non ho voglia di raccontare. Ero frizzante come l'aria che è cambiata tutto d'un tratto. Mi sono fatta carina, ho messo un pò di trucco in viso, lo smalto sulle unghie, i tacchi alti. Ho indossato biancheria sexy perchè questo mi fa stare molto bene con me stessa, mi rende sicura, audace e frizzante appunto. 

Siamo rimasti a cena fuori, abbiamo chiacchierato tranquillamente delle solite cavolate. Riso con i bambini. Mangiato in serenità. Ecco ero serena. Per una volta da tanto tempo, ero serena. Torniamo verso casa, la musica alla radio suona Coldpaly, io mi rilasso e succede il patatrac! 

Stavo osservando il panorama, giusto poco prima di arrivare a casa. La costa è stupenda tutta illuminata. Le mille luci della città si riflettono sull'acqua e la luna faceva capolino dalle nuvole. Un pensiero senza senso, mi è nato dalla mente. Come un conato di vomito arriva senza avvertire, come la velocità del lampo, un pensiero nato da che, da me? Perché sei nato pensiero, cosa vuoi da me? Oggi io stavo bene, perché mi hai voluto spiazzare? Così su due piedi, senza avvertire.

Ho pensato: "Questo panorama è meraviglioso, affascinante, selvaggio, perché non sono qui con un uomo accanto che è capace  di farmi provare queste emozioni? Perché non sono qui a godermi questo spettacolo con questo uomo?".

giovedì 7 ottobre 2010

Toccare il fondo



Ho veramente toccato il fondo.

Mi vergogno perfino a scriverlo qui dove nessuno mi conosce e dove mi leggeranno sì e no 4 gatti... senza offendere i gatti eh?

Ho creato un profilo su facebook fasullo.

Mi sono messa d'impegno e ce l'ho fatta. Ora dovrò memorizzare l'ennesima password senza poterla scrivere da nessuna parte così se per caso la dimentico, addio fb, addio blog, addio... cosa? Ma di cosa mi sto preoccupando? Dovrei preoccuparmi dei miei figli che vanno a scuola, del mio lavoro che assorbe tutte le mie energie, di mio marito che in questo periodo ha dei problemi di salute. Ed io? Mi sento una merda. Mi sono trasformata in una crocerossina e nel frattempo cerco amicizie su facebook.

mercoledì 6 ottobre 2010

Compito a casa



Posso essere felice in amore?

Ho lavorato, ho svolto tutti (o quasi) i compiti a casa. Pormi delle domande in questi giorni è diventato come la sveglia alla mattina, come la colazione dei bimbi, come l'acqua da bere...immancabile.

Non è stato facile devo ammettere, soprattutto non è stato facile rispondere alla prima domanda:

1. Perché è nato il nostro rapporto e cosa ha di speciale? E’ importante capirlo per sapere su cosa devi lavorare per mantenerlo saldo.

Il nostro è stato un colpo di fulmine. Custodisco quel giorno ancora con amore nel mio cuore, perché anche se è vero che ho tradito, quello che mi legherà a mio marito sarà sempre qualcosa di speciale. Anche se nel nostro rapporto si è formata una crepa, grande o piccola che sia, il nostro legame sarà sempre unico. Un rapporto è saldo per due motivi credo. Ti ami da morire oppure "ti ami" ma l'amore che ti lega all'altra persona è mutato, in qualche modo si è trasformato in qualcosa di astratto e impalpabile. Se prima c'era la passione che ci legava adesso c'è la forte conoscenza. Ho virgolettato quel ti amo perché senza essere ipocrita penso che per una coppia che è stata tanti anni insieme sia normale passare ad una fase più razionale e meno sentimentale. Meno passionale soprattutto. Alla fine si va sempre a parare in quel punto.

Un caro amico ancora single dice che si fidanzerà solo quando sarà sicuro di trovare la donna giusta con cui condividere una vita assieme piena di passione. Io gli rido in faccia sistematicamente.

Una cara amica fidanzata da 8 anni, dice che la passione non è tutto in una coppia, ma rimangono dei sentimenti più forti della passione...quali?

Sarò così cinica solo perché in questo periodo della mia vita sento che mi manca proprio quella cosa, questa benedetta passione? Se ne parla come se fosse una cosa tangibile, un prodotto che si acquista al supermercato. Purtroppo non è così, sarebbe un sogno, risolverebbe parecchi problemi però.

2. Sono stata veramente me stessa con lui? Se hai costruito un’immagine di te diversa da quella reale devi cominciare a cambiarla, ciò che conta sono naturalezza e spontaneità.

Assolutamente me stessa. Io in persona! L'unica tratto della mia personalità che non conosce è la parte di me amante, la donna vogliosa di coccole ma anche di altro. La donna che ha idealizzato il suo principe azzurro, creando un ipotetico mostro... non esisterà mai un uomo così. Non esisterà mai un uomo che ti può fare toccare le stelle con un dito...in tutti i sensi, o sbaglio?

Per ora ho risposto solo a queste domande, ma sono curiosa di rispondere al resto di questo fantomatico test. 

sabato 2 ottobre 2010

Felice in amore?



Posso essere felice in amore?

Questa è la domanda che ci pone oggi Yahoo. Per saperlo con esattezza, dice che bisogna rispondere a 13 domande. Tutto qui? Sì ma le risposte a se stessi, devono essere dettate con il cuore...proviamo:

1. Perché è nato il nostro rapporto e cosa ha di speciale? E’ importante capirlo per sapere su cosa devi lavorare per mantenerlo saldo.

2. Sono stata veramente me stessa con lui? Se hai costruito un’immagine di te diversa da quella reale devi cominciare a cambiarla, ciò che conta sono naturalezza e spontaneità.

3. Come vediamo la nostra storia amorosa? Si tratta di un test da fare insieme, in cui tu e lui dovrete visualizzare il modo in cui vi vedete. Se le immagini di voi due combaciano siete sulla buona strada, se sono confuse vuol dire che ci sono poche prospettive. Dovete pensarla allo stesso modo sulla vostra relazione perché è la condizione senza la quale è impossibile fare progressi.

4. So creare armonia nella coppia? Saper mettere insieme le tue diversità con quelle di lui è un fattore importante per tenervi uniti.

5. Possiamo cambiare insieme? Porsi questa domanda è importante per capire che livello di impegno, passione e intimità c’è nel vostro rapporto. Prova ad esempio a sostenere i suoi progetti e fagli capire che anche per te è importante che lui sostenga i tuoi. Bastano anche 5 minuti al giorno per vedere se un cambiamento insieme è realmente possibile.

6. Posso sopportare i suoi difetti? Una domanda importante per capire il livello di tolleranza e forse di amore che nutri nei suoi confronti.

7. Sono come sono o come vuole lui? Tu sola sai se hai costruito un’immagine falsa di te ai suoi occhi per essere come lui ti vuole. L’unico modo perché una storia funzioni sul serio è essere se stessi, pur cercando sempre di venirsi incontro.

8. Riesco a stare da sola anche se sono con lui? Stare bene con se stessi è un requisito fondamentale per stare bene con il partner, anche in mezzo ad una festa. Stare incollati anche quando uscite non è un sintomo di legame della coppia ma un sintomo di insicurezza. In più, fare esperienze diverse e poi raccontarsele è bello e arricchisce il rapporto.

9. Quando litigo affronto i problemi veri o dico cose che fanno solo arrabbiare? Quando litighi dici cose che feriscono? Rifletti e cerca di capire se un litigio è un pretesto per sfogare la tua insoddisfazione nei suoi confronti o per risolvere di petto un problema reale.

10. So prendermi le mie responsabilità dopo un litigio? Quando si litiga si è sempre in due, quindi ognuno dovrebbe prendersi le sue responsabilità. Se riesci a fare un po’ di sana autocritica vuol dire che sai anche dove devi lavorare per migliorare.

11. Penso di odiarlo qualche volta? Pensare che il tuo partner sia insopportabile può essere liberatorio e aiuta a scaricare la tensione. Meglio però evirare i musi lunghi e provare a stemperare man mano il senso di frustrazione nei suoi confronti.

12. Sto facendo sempre gli stessi sbagli? Cerca di capire se stai ripetendo un comportamento automatico e analizzalo. Se si tratta di uno schema modellato su una storia passata spezzalo immediatamente, perché è un sicuro elemento di infelicità.

13. Sto meglio quando sono con a lui? Questa è la domanda più importante. Se lo guardi negli occhi cosa provi? Rispondi a te stessa con la massima sincerità e saprai cosa fare. 


Ok io provo a rispondere, poi vi saprò dire!